Negli ultimi anni il tema delle emissioni inquinanti è entrato con forza anche nel settore delle macchine operatrici, e le autogrù a combustione non fanno eccezione. Le nuove normative europee e nazionali stanno ridefinendo i parametri entro cui questi mezzi possono operare, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere sicurezza ed efficienza operativa.
Il riferimento principale è rappresentato dalla normativa Stage V, entrata pienamente in vigore anche per le macchine mobili non stradali. Questa regolamentazione impone limiti molto più stringenti sulle emissioni di ossidi di azoto (NOx), particolato (PM) e numero di particelle (PN), obbligando i costruttori a rivedere profondamente i sistemi di alimentazione e post-trattamento dei gas di scarico. Per le autogrù, spesso utilizzate in contesti urbani o industriali sensibili, l’adeguamento non è solo una questione tecnica ma anche operativa.
Una delle principali novità riguarda l’introduzione obbligatoria di filtri antiparticolato (DPF) e sistemi di riduzione catalitica selettiva (SCR) anche su motorizzazioni di media potenza. Questi dispositivi consentono di abbattere drasticamente le emissioni nocive, ma richiedono una gestione più attenta della manutenzione e dei cicli di lavoro. Gli operatori devono prestare maggiore attenzione alle rigenerazioni del filtro e alla qualità dei carburanti utilizzati, pena cali di prestazione o fermi macchina non programmati.
Dal punto di vista delle aziende di noleggio e delle imprese edili, le nuove normative hanno un impatto diretto sulla pianificazione degli investimenti. Molti modelli di autogrù più datati, pur essendo ancora perfettamente funzionanti, rischiano di non poter più accedere a determinati cantieri, soprattutto nelle aree soggette a restrizioni ambientali o ZTL industriali. Questo ha accelerato il rinnovo delle flotte e favorito l’adozione di macchine conformi alle ultime direttive.
Un altro aspetto rilevante è il rafforzamento dei controlli e delle verifiche periodiche. Le autorità competenti stanno intensificando le ispezioni sulle emissioni reali, non limitandosi più alla sola conformità sulla carta. In alcuni casi vengono richieste misurazioni direttamente in cantiere, soprattutto per lavori prolungati o in prossimità di aree residenziali. Questo spinge le imprese a dotarsi di mezzi non solo omologati, ma anche mantenuti in condizioni ottimali.
Le nuove regole stanno inoltre influenzando il modo in cui le autogrù vengono utilizzate. Si diffonde una maggiore attenzione all’ottimizzazione dei tempi di funzionamento del motore, evitando inutili periodi al minimo e privilegiando soluzioni operative più efficienti. Anche la formazione degli operatori assume un ruolo centrale, perché una conduzione corretta contribuisce in modo significativo alla riduzione delle emissioni complessive.
In questo contesto normativo in continua evoluzione, le autogrù a combustione restano una risorsa fondamentale per molti settori, ma devono necessariamente adattarsi a standard ambientali sempre più elevati. Le nuove normative non rappresentano solo un vincolo, ma anche un incentivo all’innovazione tecnologica e a una gestione più consapevole dei mezzi di sollevamento.
Scopri di più da Bertolini Autogru
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.